L’ 11 Ago 2007, Michele ed io andiamo a scendere il canale Mancosa, nel Pollino.
Il canale si getta nel tratto alto delle Gole del Raganello, chiamato Gola di Barile.


Erano quindici anni che non tornavo in quella zona, allorquando scesi il vicino Grimavolo, che nonostante inizi a poche centinaia di metri dal Mancosa, si getta qualche chilometro più a valle, dove il Barile si chiama già Raganello.


La gola è completamente asciutta, l’ambiente straordinario, di fronte a noi si aprono le imponenti pareti del Barile; la giornata è radiosa, c’è un forte contrasto tra l’ombra della vegetazione e le roccie irradiate che riverberano la luce. Dopo pochi salti arriviamo al saltone finale, l’80mt che ci porterà dritti dritti sul fondo del Barile.

E lì troviamo una bella sorpresina: mentre scendiamo il saltone ci accorgiamo di un immenso distacco della placca, che interessa un fronte di 100mt di larghezza x 50mt in altezza x 4mt di profondità, che all’epoca della prima discesa esplorativa (nel 1991) non esisteva.


Questo genera un pericolo gradino di 4mt, durante la discesa, molto brutto da superare e distruttivo per le corde.

Arriviamo sul greto del Barile con malcelata soddisfazione per aver superato l’inaspettato inconveniente.


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