Esattamente un anno fa ho aperto questo blog con la relazione di un’uscita sugli sci da fondo sui Simbruini.
Ad un anno di distanza, festeggio il primo anno, riproponendo lo stesso itinerario di allora.

L’ambiente questa volta è straordinario, ha nevicato tutta la notte, e lo spettacolo che ci si presenta davanti agli occhi è fuori del comune.

La neve, tanta, arriva a lambire i rami degli alberi; ed i faggi sono così carichi di neve, che i rami si piegano a toccare il suolo. Si ha quasi difficoltà ad aprirsi il passaggio, ma la gratificazione è tale che il piccolo impegno aggiuntivo che si ha nel procedere, è presto ripagato.
L’unico inconveniente è che la neve scrollata dai rami, cadendomi addosso, fin dentro la giacca, alla lunga mi bagna; ma il segreto è non fermarsi mai per non far raffreddare il bagnato.

L’esperimento della macchinetta fotografica portata addosso prosegue, con una miglioria, ecco il risultato.

Questo è l’itinerario che abbiamo seguito.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Per quasi tutto l’itinerario abbiamo dovuto battere traccia, solo nei pressi di Campo Staffi abbiamo trovato le orme di un ciaspolaro solitario.


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